Libro degli ospiti
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#25
Ciao, voi abbiano un sito molto bello, complimenti, mi piace, un piacere vedere le categorie, leggere il contenuto, le immagini tutto bello e divertente, saluti da un amico ...
Romantica fm.
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#24
Ciao un piacere visitare il vostro sito, molto interessante, divertente con buone informazioni, immagini bene, mi piace, mi congratulo con lei, utilizzare un traduttore di leggerlo e non parlo la vostra lingua, ma mi piace, saluti
Ideax
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#23
El equipo de tanguitoy os desea un muy feliz año nuevo. Las tangas de perlas que hacen furor. Gracias por la amistad, me gusta tu pagina, entrare mas a verla. Se nota el trabajo invertido en la página.
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#22
Hola, muchas gracias por vuestra amistad, el equipo de tu huerta, os deseamos un feliz año nuevo, tenéis una página muy buena, os felicito, se ve que le habéis dedicado mucho tiempo, seguir así, estamos en contacto.
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#21
Hola, muchas gracias por vuestra amistad, el equipo de Nur Vic asesores de seguros, os deseamos un feliz año nuevo, lleno de calidad y buenos alimentos. Os felicito por la página es muy buena, seguir así, seguiré entrando a ver los progresos.
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#20
Grazie per l'amicizia
Un saluto dalla riviera ligure
Ciao -
#19
Ciao Michela prendo il tuo suggerimento e riscrivo sul diario del sito. Condivido l’attenzione al territorio che abbiamo esplicitato più volte nelle nostre assemblee. Io penso che la cosa più importante che dobbiamo fare come movimento è quello di stare affianco alle esigenze dei bambini e dei genitori e degli educatori come noi. Credo molto nella responsabilità che abbiamo di costruire il futuro del nostro paese, partendo dalla condivisione di una visione più alta e più vicina alle famiglie e alle persone che ci vivono intorno. Credo che dobbiamo stare in più luoghi per essere un movimento vivo e attento. Le sollecitazioni che vengono dalle nostre scuole dai nostri nidi ci impongono di fare sistema anche con le altre associazioni o federazioni, e valorizzare tutto quello che crediamo importante per svegliare le coscienze sui temi dell’infanzia. È importante che non perdiamo di vista quello che ci ha spinti in questi mesi e che deve diventare azione concerta nel territorio. Da parte mia c’è tutto l’impegno. A presto RICCARDO.
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#18
volevo complimentarmi per i contenuti del sito, suggerendo però l'attivazione di un forum o blog per la discussione di tematiche specifiche proposte da chi di dovere.
Gianni -
#17
Buongiorno a tutti!.Domenica 19 Aprile ho
partecipato alla 4° assemblea del Movimento per
una cultura dell'Infanzia del quale faccio
parte, e vorrei condividere con Voi alcune riflessioni.Penso sia necessario
avere degli agganci con chi ha più esperienza in
campo educativo come l'Associazione Nidi (ben venga quindi il tesseramento, la collaborazione, la consulenza...), ma non vorrei che
questo portasse ad una fusione delle due identità
con una conseguente perdita della ricchezza che
la diversità da sempre porta nella relazione.
Credo che prima di pensare al MACRO il Movimento
debba avere il polso della situazione educativa
per la fascia d'età 0-6 nel MICRO.Sento
l'esigenza di una maggiore conoscenza della
realtà educativa territoriale e per questo mi
chiedo se prima di pensare ad una assemblea regionale non
sia il caso di fare una sorta di censimento nelle province di tutti i servizi per l'Infanzia (privati,paritari, statali...)e cominciare a
promuovere nelle piccole realtà un lavoro in rete
di reciproca conoscenza come base di partenza per
diffondere la cultura dell'infanzia in maniera
incisiva nel tessuto sociale.
Questo è per me il concetto di un pensiero
"politico" e non "partitico" sull'Infanzia.
Grazie per la Vostra attenzione...resto in
attesa dei Vostri pensieri per costruire
insieme la Cultura dell'Infanzia.
A presto!.
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#16
Ri-ciao a tutti!.Ringrazio di cuore Riccardo ed
Irene per aver parlato di Amore come cardine
della nostra professione e come bisogno vitale
di ciascun Bambino.... e io aggiungerei di ogni
essere umano!. Li ringrazio perchè in educazione
si parla spesso di professionalità (che c'é
o non c'é), di organizzazione, di progetti, di documenti.... e di molte altre cose, ma l'Amore
non viene citato quasi mai, forse perchè di
difficile definizione.
Il problema è che l'Amore non si trova sui libri e possiamo darlo solo se lo abbiamo imparato e lo
viviamo .
Procurare il bene dell'altro con un gesto
d'Amore non ha niente a che fare con il voler
essere protagonisti della sua vita.
Ho la velata impressione che noi adulti oggi
vogliamo essere a tutti i costi protagonisti
della vita dei Bambini, e ci parliamo un pò
addosso facendo a gara a chi è più bravo, nel
disperato tentativo di?....ESSERE AMATI
NATURALMENTE!.Mi chiedo allora che significa
dare parola all'Infanzia, dato che per
definizione stessa l'infante è colui che non sa...
meglio dire CHE NON PUO' parlare? Io ci provo...
Oggi Riccardo (5 anni e mezzo) discutendo con
Giulia(5 anni)ha detto:"vero che l'infinito non
finisce mai?,si, intendo è come una strada che
non finisce mai!"; E lei "ma cosa dici! tutte
le cose finiscono,tutte le cose hanno un lieto
fine ".Lui la guarda pensoso e poi le fa:" Ma
stai parlando delle favole o delle cose vere?
perchè io parlo di quanto mi vuole bene la mia
mamma!".
Alla prossima!. -
#15
Cari amici,
le riflessioni di Lorenzo mi hanno accompagnato questo periodo.
L’opinione che esprimi mi sembra presa da un punto di vista macroscopico. E mi sembra ravvisare un giudizio negativo su questa “sventurata epoca”. Il benessere economico e lo sviluppo tecnologico portano sicuramente delle cose positive per tutti, non ultime le maggiori risorse anche per l’infanzia. Ma tutto questo non significa fare cultura dell’infanzia! Manca appunto la cultura che porta un vero cambiamento, non inteso solo come un aumento di potenzialità e di benessere che spesso si traduce nella visione individualistica dell’esistenza. A questo ulteriore cambiamento miriamo.
L’atteggiamento “parossisticamente iperprotettivo” che tu vedi nei genitori e negli educatori è sicuramente frutto di una chiusura verso l’altro: una concezione di se stessi come variabili economiche in un sistema che massimizza il piacere e minimizza i rapporti veri con gli altri riducendoli a merce.
È questo che noi vorremmo cambiare e cercare di fare cultura: mettere i bambini gli uni vicino agli altri in un progetto di una umanizzazione maggiore. È la capacità di parlare di Amore in maniera nuova non mercificata e banalizzata, di parlarne come bisogno primario del bambino, che se non lo riceve poi lo richiede sempre più ad alta voce.
Per noi cultura dell’infanzia significa far incontrare i bambini fra loro e con gli adulti, con le città, per farli riconoscere come detentori di diritti, come cittadini, non come esseri da esibire o parcheggiare. Significa guardare alla qualità delle azioni educative non solo alla quantità di bambini serviti. Significa di pensare alla scuola come risorsa culturale per la società intera e non come strumento che seleziona gli alunni indicando i più bravi.
Il parlare genericamente di servizi alla prima infanzia, nasconde un paradosso forviante perchè spesso con questo termine non intendiamo l’infanzia ma con esso si riconosce soprattutto il bisogno dei genitori di lavorare, ritenendo il bambino come un pacco postale e non riconoscendo il valore del PROGETTO che sottende le azioni educative mirate ad aumentare l’umanità di chi ci vive nei servizi.
Fare cultura dell’infanzia significa per noi educatori stare vicino ai genitori alle madri e ai padri perché sappiano prendere il loro ruolo, significa stare affianco ai bambini per essere megafono dei loro bisogni, significa riconoscere ed insegnare a riconoscere i diritti ad esistere ad essere riconosciuti come portatori di cultura e di competenze non solo come bisognosi di servizi, e quindi capaci di prendersi cura di se e degli altri.
Altrimenti la strada resta quella del “ME NE FREGO” E “DIFENDO SOLO LE COSE MIE (TRA QUESTE I FIGLI)”…
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#14
Leggendo attentamente il vostro sito mi sono resa conto che è visitato da persone competenti in ambito psicologico, pedagogico, educativo e medico per tanto mi sono detta che forse voi potreste aiutarmi. Mi piacerebbe ricevere indicazioni di testi, ricerche oriviste da consultare in merito alla motivazioni pedagogiche e psicologiche che sostengono la teoria ormai diffusa in molti nidi e scuole dell'infanzia per cui le educatori ed insegnanti di scuola dell'infanzia vengono legittimate nell'obbligare, con metodi più o meno "lecitì",i bambini ad assaggiare o mangiarei cibi che non desiderano mangiare incuranti dei pianti e delle crisi isteriche se non di vomito che
provcano nel piccolo o nella piccola a loro affidati. Aspetto fiduciosa di aggiornare le mie conoscenze in materia attraverso le vostre indicazioni. Un grazie di cuore a quanto vorrano aiutarmi Michela. -
#13
Ri-ciao a tutti quanti! Io in parte concordo con quello che ha scritto Lorenzo, anche se credo che la questione della degenerazione giovanile sia il frutto di una serie di processi che si integrano tra di loro, e quindi non riducibile solamente alle componenti educative (scuola + famiglia) che di sicuro occupano una grande fetta dell'ambiente in cui cresce il bambino, senza però essere le sole ed uniche responsabile di casi del genere.
D'altro canto bisogna ovviamente che il metodo educativo evolva assecondando il trascorrere degli anni, come suggeriva Lorenzo, ma senza adottare metodi educativi anacronistici. Il bambino va riconosciuto come tale, non come un "piccolo adulto"! Un bambino non ha responsabilità, siamo noi a doverne avere per lui; un bambino non può scegliere ciò che è meglio per lui, siamo noi a doverlo (volerlo) fare; un bambino non sempre vuole ciò di cui ha bisogno, siamo noi a doverlo capire! Insomma, i problemi più grossi iniziano con il non rispetto di questi semplici assiomi di vita. Caro Lorenzo, il nostro è un lavoro che implica amore e responsabilità: due cose che sembrano inconciliabili.
Raccolgo pertanto l'entusiasmo di Betty, di Paola e di Riccardo e mi piacerebbe organizzare un dibattito aperto, una riunione in cui la formazione diventa soprattutto conoscenza reciproca. Questo forum può essere l'inizio di un percorso che insieme potrà portarci lontano. Grazie a tutti voi!
Irene -
#12
buongiorno a tutti ! per me è molto importante far parte di questa esperienza e condividere con voi dei"pensieri" sull'infanzia. Sono convinta però,come dice Lorenzo, che non possiamo pensare ai bambini senza riferirci anche ai genitori e agli educatori. Per questo, come madre e come Coordinatrice sento molto l'esigenza di creare una rete di sostegno, e di formazione per tutti i genitori ed educatori che si fanno domande, che desiderano trovare ascolto e che hanno voglia di crescere. Sarebbe bello quindi che in questo forum, un pò alla volta entrassero anche coloro che non sono proprio del " settore" per arricchire di vita vera e di esperienze,le riflessioni di noi tutti. Che ne dite ? Credo che nei nostri servizi educativi potremo pubblicizzare questa cosa per chi fosse interessato e anche per chi... potrebbe ripensarci un giorno !grazie
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#11
Salve a tutti! Non ho potuto trattenermi dall'esprimere la mia opinione in merito alle stimolanti riflessioni che avete scritto in questo forum - i miei complimenti per il sito - davvero originale. Tuttavia, non sempre le cose che ho letto erano in sintonia con i miei pensieri.
Le parole che si leggono più spesso sono "unirci insieme", "farci carico di questa situazione", "smuovere le acque" e mi sorge spontanea una domanda: ma contro cosa state combattendo? Io credo che l'unica vera minaccia all'incolumità dei nostri figli sia quell'atteggiamento parossisticamente iperprotettivo che sembra connotare la nostra sventurata epoca, in cui tutto nasce in funzione del guadagno economico e dello sviluppo tecnologico.
Io sono un medico, ed ho quindi poca dimestichezza con la situazione che sembra affliggere in maniera generalizzata le strutture della prima infanzia, tuttavia, pur ribadendo l'importanza della funzione legata all'educazione del bambino, ritengo sia fondamentale riflettere su come lo si sta facendo.
Il quadro generale riferisce che in 30 anni il livello di educazione è notevolmente migliorato: i bambini crescono meglio, imparano meglio e socializzano meglio. Mi chiedo allora a cosa dobbiamo un aumento del 48% di casi di bullismo nelle scuole - connotati da un sempre maggior numero di episodi violenti - e di quel fenomeno che oggi è conosciuto come "degenerazione giovanile", quando i ragazzini osano molto più di quanto avrebbero osato 30 anni fa.
La mia, ovviamente, vuole solo essere una riflessione...ritengo che ci siano molte cose da cambiare, la prima delle quali coincide però proprio con i genitori e gli educatori di oggi.
Lorenzo (Genova) -
#10
Ciao a tutti Voi!. Gran bel sito!, complimenti a Giovanni, a Mara e a tutti coloro che si fermano per pensare ai bambini !. Ieri ho scritto un messaggio per partecipare al forum, ma chissà dove lo avrò inviato....(Obs! faccio spesso dei macelli telematici) comunque diceva pressapoco così....
Voglio dirvi che ci sono !... mi sto muovendo assieme a voi per favorire una cultura "dell'" l'Infanzia e soprattutto "per" l'Infanzia. Ho riflettuto molto prima di cercare di tradurre in parole i pensieri, i sentimenti e le emozioni che mi porto dietro dopo 18 anni di lavoro, dedicati alla scuola dell'Infanzia come educatrice e coordinatrice, perchè non è facile mettere insieme l'entusiasmo e gli ideali con la rabbia e la stanchezza. Ho deciso allora di fare come i bambini mi insegnano: un sano realismo mette le ali alle idee e le gambe ai progetti. L'idea di Infanzia a cui mi riferisco io, è l'idea di un bambino che STA BENE NEL SUO TEMPO. I bambini che vedo oggi, non stanno bene perchè non stiamo bene noi adulti; se l'adulto è un modello, allora vuol dire che noi stiamo educando i bambini al malessere. Vedo adulti affannati a rincorrere il successo, crescere degli obesi cognitivi, vedo adulti fragili e disorientati, crescere degli anoressici emotivi, vedo noia e angoscia tra bambini ed adulti. La sfida educatiiva allora, a parer mio, è :"EDUCARCI ED EDUCARE A STARE BENE NEL PROPRIO TEMPO". Come?....siamo già sulla buona strada solo per il fatto che con pessimismo, ottimismo, stanchezza... (chi più ne ha più ne metta), siamo qui a condividere le nostre esperienze educative e professionali,...ma se queste sono le "ali", adesso dobbiamo trovare le "gambe" per fare camminare i nostri progetti. Mi piacerebbe molto se domenica 18 gennaio rifletessimo insieme su:
- Come "condizionare" la classe politica
(Comuni, Provoincia e Regione....poi Roma) a supportare economicamente i progetti dei nostri servizi.
- Come promuovere la professionalità docente presente nei nostri servizi e purtroppo ampiamente non riconosciuta.
-Come favorire la conoscenza reciproca tra i servizi 0-3 e 3-6 per chi non ha la fortuna di conoscerli entrambi.
-Come favorire la conoscenza reciproca e la collaborazione tra servizi con diverse identità (statale, paritaria, privata....).
-Come sostenere e pubblicizzare il modello di una "comunità educante".
-Come formare le famiglie e gli operatori dei servizi al benessere del bambino.
Ci vediamo domenica! e grazie di essere dalla parte dei bambini....mi da speranza per la mia vecchiaia.
Miky. -
#9
Ciao a tutti,
anch'io, come voi, mi occupo di servizi alla prima infanzia e da un pò di tempo sento la grossa sofferenza per come il mondo del bambino viene trattato e svalorizzato.
Da quando mi sono dedicata all'infanzia, ho sempre sentito forte il bisogno di formarmi adeguatamente, di conoscere sempre di più il bambino e ciò che lui rappresenta(specialmente come adulto di un domani)e di lavorare su me stessa, per poter dare il meglio nel mio lavoro. Per questo ho scelto un percorso universitario specifico per lavorare con il mondo dell'infanzia a Bologna, dove per anni ho respirato una cultura, un pensiero di questo mondo incredibilmente rispettosi di queste persone in divenire.
Dico questo perchè il mio investimento, fatto anche in nome di un ideale di lavoro con i bambini, sembra non essere più così importante (ovviamente non per me). La mia mansione da psicopedagogica è diventata quasi totalmente amministrativa e questo grazie alle difficoltà sempre in crescente che il nostro Governo ci regala.
Sai Irene, credo anch'io che sia molto difficile smuovere qualcosa in un Paese come il nostro, ma nel rispetto di quel mondo che non può difendersi da solo e di cui noi coordinatori, educatori, ausiliari, cuoche,cooperative ed enti vari....ci occupiamo, penso sia diventato quasi un obbligo unirci e farci carico di ciò che sta succedendo. Nel nostro paese, purtroppo, si crede che per essere efficienti nel riguardo dei bambini è sufficiente impegnarsi per riuscire ad offrire loro il famoso 33% di servizi sul territorio. Ma la parola qualità riferita alla relazione, all'impegno e al lavoro con il bambino e la sua famiglia e l'idea di ciò che può rappresentare il mondo dell'infanzia per il futuro del nostro paese non viene nemmeno preso in considerazione;la cultura su ciò che significa bambino è un non pensiero, non se ne parla perchè non si ritiene importante questo tipo di investimento. I fatti poi lo dimostrano ampiamente: bisogna tagliare i fondi, ebbene lo facciamo nei capitolati di spesa che riguardano i servizi e le scuole dei bambini piccoli, ma oserei dire oramai in tutto ciò che riguarda l'istituzione scolastica. Che futuro possiamo dare prima di tutto ai nostri figli e poi a tutti quelli che saranno gli adulti del domani e che opereranno per il nostro Paese.
Anche se nel nostro piccolo, se ci uniamo possiamo fare qualcosa.
E' un pò come l'effetto chiamato mariposa: IL BATTITO D'ALI DI UNA FARFALLA QUI, PUO' PROVOCARE UN TERREMOTO IN GIAPPONE....
Per Giovanni e Mara: io ci sono e penso molto al pranzo di domenica a Lentiai. Per me tutto ciò che piano piano sta nascendo, piccolo o grande che sia, ha un senso nel mio percorso...il pensiero di come il mondo dell'infanzia stava regredendo invece di progredire viveva in me da un pò di tempo, creandomi un malessere che oramai non riuscivo più a contenere. La condivisione e il poter provare a muoverci mi hanno animata e dato speranza...credo molto nel nostro mondo, quello abitato dai bambini..Un baciotto e abbraccio alla betty.
Betty
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#8
Cara Irene,
concordo con te che nel nostro paese manca un pensiero che abbia una profondità temporale. Che l’azione politica soprattutto sulla scuola e sull’infanzia sia disennata. Il gruppo nazionale nidi propone infatti da più di quindici anni, una legge che vuole essere organica e significatamene incisiva sulla prima infanzia. E che nessuno si interessi a questa realtà e sorprendentemente vero. Ma è per questo che sostengo che sia arrivato il tempo dell’ azione. A me non basta più l’intervento politico dei servizi, (nella fattispecie del mio servizio privato-convenzionato) ma è necessario che ci “sporchiamo le mani” con la politica che convinciamo chi lavora nelle regioni e poi a Roma che gli interventi alla prima infanzia non possono essere lasciati soli nelle mani sicuramente amorevoli degli amministratori comunali o della Chiesa o di qualche imprenditore illuminato, ma devono diventare il riconoscimento dei diritti dell’infanzia, in ogni luogo di Italia.
Sono convinto che possiamo cambiare i valori di questo paese proprio partendo dal futuro, dai bambini dalle famiglie che ce li consegnano ogni giorno ma dobbiamo interrogarci appunto sulla nostra azione politica interna ed esterna ai servizi.
Dobbiamo riuscire assieme ad elaborare questo pensiero profondo nel tempo. Se non ci riusciamo noi che abbiamo il compito educativo, chi lo farà per il nostro futuro, per i bambini, per gli adulti di domani? Ti saluto e saluto anche Solisca, nella speranza di darti un pò di ottimismo, Riccardo.
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#7
Carissimo Riccardo ti mando un bacio e sono decisamente d'accordo con te.
Io sono un insegnante in una scuola d'infanzia vicino a Mestre e devo dire che sono ottimista.
Irene ti dico che hai ragione: la nostra esistenza è basata su interessi. Ma sono certa che "l'unione fa la forza". Infatti ritengo che se tutti quelli che hanno dei buoni propositi e vogliono bene ai bambini come noi, si mettono insieme, riusciamo a trascinare dietro a noi tanta di quella gente da far si che si formi veramente un movimento che smuova le cose a partire da se stesso senza aspettarsi l'intervento dal di fuori (stato, comune, FISM, ecc.) Infatti il mio pensiero è uniamoci e facciamo sapere a più gente possibile quello che pensiamo. Sono certa che non siamo pochi a unirci in un così grande intento: il bene dei nostri bambini.
1 saluto a tutti soprattutto al Gruppo Alfa, a quelli del Gruppo Beta che mi conoscono e a Giovanni e Mara -
#6
Io scrivo in risposta a Riccardo, la cui riflessione dovrebbe stimolare la maggior parte delle persone che operano nel settore della prima infanzia, e non solo. Come qualcuno probabilmente avrà intuito, sono anch'io un'operatrice della prima infanzia: lavoro in un nido aziendale in provincia di Milano (Cinisello B.) e dall'esperienza che ho maturato in questi anni posso dire che non sempre risulta facile cercare di conciliare i progetti, le idee e l'amore per il nostro splendido lavoro con la realtà che, ahimè mio caro Riccardo è davvero molto triste. Pertanto, se da un lato sono perfettamente d'accordo con le tue osservazioni, dall'altro mi vedo costretta ad esprimere le mie perplessità sulla difficoltà che di fatto è presente oggi, in linea del tutto generalizzata, e che si concretizza con l'impossibilità di tradurre le idee in azioni vere e proprie, per quanto queste possano essere meritevoli. Ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che, sotto le spoglie burocratizzate dell'istituzione, saboterà o contribuirà a rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi che ci si propone ogni anno per accrescere il livello culturale e formativo delle nostre strutture. Credo che quindi l'azione politica sia una vera e propria utopia, perchè se fosse possibile qualcuno ci avrebbe già pensato. E se nessuno ci ha ancora pensato - come vogliono farci credere - è perchè si preferisce investire su altre cose. Insomma, alla fine è brutto dirlo, ma trattasi di una sporca questione legata al denaro.
Qualcuno allora potrebbe intervenire obiettando: "ma perchè non si dovrebbe investire sui bambini, dal momento che essi sono il nostro futuro ed equivarrebbe quindi ad investire sul futuro stesso del nostro paese?", ed è vero, il problema è che in questo nostro paese non c'è il senso della profondità temporale, ovvero in sostanza i progetti e le decisioni che apporterebbero dei cambiamenti, di qualsivoglia genere, in positivo ma sono realizzabili "a lungo termine" non vengono nemmeno presi in considrazione (tanto per citare un esempio esempio, mi viene in mente la questione del "nucleare", quando, come al solito, siamo arrivati 25 anni dopo tutti gli altri paesi "sviluppati").
Ora non voglio cadere nella pedanteria, dico solo che, per quanto Riccardo dimostri lo "spirito giusto", quello che dovrebbe albergare in tutti coloro che lavorano nel nostro settore, ciò non è sufficiente: abbiamo bisogno che l'opinione di Riccardo diventi un bisogno collettivo, sentito anche e soprattuto dai nostri utenti.
Spero di non essere sembrata troppo pessimista, sono qui anche io per cercare di cambiare questo sistema di valori che ad oggi purtroppo, senza che nessuno se ne accorga, penalizza ancora il nostro settore.
Spero che queste mie parole sollecitino uno scambio di opinioni.
Ancora complimenti per il bellissimo sito.
Irene Piovani -
#5
Rompo il ghiaccio!
Credo che sia ora dell’azione. Le parole, le idee, i progetti e soprattutto l’amore che abbiamo per i bambini ci chiamano a fare, ad organizzarci per non stare sempre li ad arrabbiarci perché le cose nel nostro paese non si stanno mettendo bene. Colgo il suggerimento di Giovanni e scrivo. Scrivo come educatore e come coordinatore di un servizio nido: ho bisogno di fare cultura sull’infanzia assieme a voi, per non rassegnarmi all’idea che questo nostro paese che ha “inventato” i sistemi educativi migliori, abbia sparse sul territorio qui e la solo delle eccellenze, per alcuni bambini fortunati.
Ho bisogno di pensare assieme a voi al futuro dei nostri servizi per pensare al futuro del nostro paese e della nostra regione che sono i bambini. Propongo di ragionare assieme
• sull’urgenza della azione politica,
• sull’attenzione alla qualità educativa e non solo al 33% del traguardo europeo di bambini inseriti nei servizi,
• su come i nidi e le scuole dell’infanzia possano diventare luoghi di cultura e di formazione non solo dei piccoli. Per non essere più visti come luoghi di custodia dei bambini, ma per metterli in primo piano.
• su come mettere attenzione al sistema della famiglia e alla necessità di formative dei genitori.
Riccardo
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#4
Complimenti per il sito e buone feste a tutti! Un abbraccio a Mara e Giovanni!
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#3
Ciao a tutti sono Miky una ex corsista alfa di master, praticamente "a meio" perchè fino ad ora sono stata la prima....Sono curiosa di vedere cosa viene inserito in questo sito molto bello.........baci a Giovanni e a Mara
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#2
Ciao a tutti, sono Annalisa Bonanni, vedendo questo bellissimo sito, non ho potuto trattenermi dallo scrivervi e farvi i miei più sinceri complimenti per questa idea che avete avuto.
Colgo l'occasione per salutare tutti quelli che mi conoscono ed in particolar modo gli autori delle e-mail che sono riuscita a riconoscere, tra cui: Davide Marchioro (augurissimi per l'erede), Giovanni Marchioro e Mara Padovan.
Un saluto a tutti e un arrivederci ...Ciao
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#1
Sono una psicologa! Volevo sapere se ad oggi vi sono dei metodi di ricerca che privilegiano l'informazione qualitativa, piuttosto che quantitativa e se vengono utilizzati e con che risultati.
Ho letto dentro il dolore del dott. Marchioro ed aspetto con ansia l'uscita del suo prossimo libro
